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| Registrato: 20/03/08 21:13 |
| Messaggi: 25 |
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Gentile prof.Pedretti da circa quattro anni,seguo un branco di lupi nell'appennino modenese,una zona di recente insediamento da parte del lupo,quest'area e ricca di ungulati in modo particolare caprioli ma sono presenti anche daini e in numero esiguo (circa 30 esemplari) anche cervi,inoltre e numerosa la presenza del cinghiale,nel corso degli anni ho imparato a conosce quest'area molto bene riuscendo a capire le zone frequentate dai lupi,conosco le zone dove marcano il territorio,e un luogo impervio tra i ginepri e i cespugli di ginestra dove il lupo aveva il suo rendez -vous,la cosa che mi ha piu stupito nel comportamento di questo branco e la scelta delle prede,infatti di tutte le predazioni da me ritrovate la maggior parte sono cervi ( 8 ) di cui 5 maschi e tre femmine,6 daini tutte femmine,e 4 caprioli tutti maschi,e nessuna carcassa di cinghiale,secondo le mie stime (non sono uno specialista,ma semplicemente un appassionato e fotografo naturalista)il nucle del branco e costituito da 3-4 esemplari,uno investito e purtroppo č morto probabilmente era il maschio dominante.lmi chiedo come mai con prede pių facili,sia per presenza numerica che per mole come il capriolo, questo branco si sia specializato nella caccia ai grandi e potenzialmente pericolosi cervi e daini,e ignorano l'abbondante presenza dei cinghiali?
Inoltre le faccio i miei complimenti per l'articolo su oasis l'Aquila dei serpenti,come sempre riesce a coinvolgere anche il pių distratto dei lettori,e solo chi come lei ama profondamente la natura riesce a coinvolgere le persone negli argomenti da lei trattati,ho avuto il piacere di conoscerla in due occasioni a geo & geo.
Antonio Macioce |
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