 | Il pensiero di Cedric Girard foto naturalista francese |  |
Inviato: Sab Lug 07, 2007 6:14 pm |
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| christian64 |
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I fattori di successo
In seguito a numerose discussioni con amici fotografi a proposito dei fattori che determinano il successo di una fotografia naturalistica , ho deciso di scrivere alcune riflessioni , vi invito ovviamente a reagire e portare le vostre osservazioni o esperienze. Il primo di loro è semplicemente imperniato sui criteri di successo di una fotografia naturalista: cosa fa si che una fotografia sarà realizzabile, e per esteso riuscita? Parlerò qui ovviamente soltanto delle fotografie realizzate su argomenti selvaggi (la fotografia di animali domestici, familiari o in cattività non avente le stesse condizioni né anche gli stessi scopi!)
Fattori tecnici, la tecnica, se non è indispensabile in sé, è una necessità in fotografia naturalistica: include tanto l'aspetto fotografico (controllo del materiale usato, qualità del materiale, focale utilizzata, apertura degli obiettivi...) che l'aspetto pratico (montaggio, attrezzature di camuffamento, materiali per l'individuazione...)
Il tipo di macchina: una slr tradizionale può portare alcuni vantaggi (silenzio all'emissione - come le EOS RT - ma anche e soprattutto, funzionamento in condizioni estreme poiché alcuni modelli sono 100% meccanici e non hanno le costrizioni delle reflex digitali che si mettono a non funzionare più oltre ad alcuni criteri, come le temperature estremamente basse); d’altro canto il digitale porta altri vantaggi (cambiamento di sensibilità al volo, prestazioni ad alta sensibilità, "autonomia" di emissioni permessa dall'utilizzo di memorie a grande capacità, ecc....).
L’ottica: inevitabilmente,le lunghe focali fanno parte del "paesaggio" della fotografia naturalista, e ciò da anni. Le ultime tecnologie (autofocus a motorizzazione ultrasonici silenziosi e rapidi; stabilizzazione ottica che permette di ottenere foto ferme, ecc....) portano una comodità d'utilizzo e fanno aumentare la percentuale di successo in modo sensibile. Ma tutto ciò scapito del prezzo (un lunga focale luminosa e stabilizzata costa tra 4500e 10000 euro !). Queste ottiche, permettono fotografie che "precedentemente" era impossibile realizzare, eccetto di utilizzare sistemi d'illuminazione complementari (flash.), ad esempio per la fotografia di animali crepuscolare (tassi, grandi mammiferi).
Ovviamente tutto ciò richiede un controllo perfetto del materiale e delle tecniche di base della fotografia. Accanto a ciò vengono ad aggiungersi le parti pratiche della tecnica:
Le attrezzature di camuffamento: attualmente, con l'arrivo degli svaghi "verdi" grande pubblico (pesca, caccia, caccia all'arco...) è sempre più facile trovare materiale specializzato per il camuffamento ed a prezzi sempre più accessibili. Dove alcuni anni fa, ci si accontentava di vestiti neutri o delle eccedenze dell'esercito, si trovano ormai tute camouflage estremamente efficaci con tessuti di ultima generazione che permettono "di lavorare" in condizioni estreme con una comodità... incredibile
Gli accessori che vengono a completare il materiale fotografico si trovano ormai facilmente: tende di montaggio, reti, coperture, ma anche sistemi a scatto automatici, ecc....
Al di là di tutto questo, l’utilizzo adattato contribuisce fortemente al successo dello scopo finale la foto! Ogni tecnica avente la sua "attrezzatura" (tenuta mimetica "leggera" per caccia vagante, camuffamento spinto per l’appostamento, lunghe focali per gli uccelli, obiettivi macro per gli insetti, ecc....) Infine, ultimo elemento: la documentazione! Oltre ai numerosi libri che si trovano sempre più numerosi su argomenti relativi alla natura (e la fotografia), Internet permette di aumentare sensibilmente la velocità d'apprendistato della natura e della tecnica propriamente detta (anche se nulla viene a sostituire l'esperienza sul campo!).
Conoscenze naturalistiche
penso che questo elemento sia essenziale nella realizzazione di una fotografia naturalistica.
Tutta la tecnica del mondo non saprà sostituire la conoscenza dell’argomento! La fotografia naturale implica studiare informazioni sugli argomenti che si desiderano trattare: i costumi dell'animale (ore di uscite, pratiche, regolarità di passaggio, alimentazione...) i fattori di disturbo (perimetro di sicurezza, acutezza dei sensi, conseguenze del disturbo sugli individui o la loro progenie...) i criteri d'identificazione Tutto ciò in modo da controllare le conseguenze dei possibili danni sugli animali studiati: è infatti impensabile mettere in pericolo un animale (o i suoi piccoli) per la realizzazione di una fotografia! Occorre sapere che alcune specie di uccelli, in caso di disturbo al nido, abbandonano puramente e semplicemente la loro progenie. Che un giovane (i caprioli ad esempio) toccato da un umano è in qualunque caso condannato poiché abbandonato da sua madre. Che è pericoloso per un batrace essere toccato senza essersi bagnato le mani prima (poiché senza ciò le mani prelevano involontariamente il muco protettivo che ha sulla pelle Ecc.... Le conoscenze degli argomenti passano anche per l'individuazione (al binocolo generalmente, e su carta IGM), lo studio topologico del terreno (che può favorire l'approccio), il senso del vento (per i mammiferi), l'orientamento della luce alle ore potenzialmente interessanti, il seguito del tempo, o anche la sincronizzazione delle piste-arrivo (caso di nutrimento al nido ad esempio) in modo da potere installarsi senza disturbare.
Fattore "FORTUNA" infine, ultimo aspetto a parer mio,
La fotografia naturalistica è una disciplina che richiede un capitale di tempo enorme: molto spesso (troppo spesso) ore passate sul terreno senza vedere nulla!
Soltanto fotografie rese impossibili da una luce mediocre (basta a volte una grande nuvola!) fotografie mancate poiché scattate una frazione di seconda troppo tardi (o troppo presto) o con parametri inadatti al momento dello scatto.
Tutto ciò contribuisce alla frustrazione del fotografo naturalista, e numerosi sono coloro che abbandonano. Ma numerosi sono quelli anche che, che sanno quale emozione, quale piacere intenso quando lo scatto riesce, rimettono instancabilmente il cuore al lavoro! Ed è ciò, credo, che fa tutto l'incanto della fotografia di natura!
Fattore umano piccolo punto ma avente la sua importanza: la possibilità d'evoluzione del fotografo sul territorio del suo argomento! Se ciò può sembrare normale , occorre sapere che in Francia (ad esempio) qualsiasi terra appartiene a qualcuno o qualcosa (comune,stato privato..) ed è dunque disciplinato da un diritto d'accesso particolare. Le possibilità d'accesso ai territori interessanti sono dunque uno dei fattori essenziali alla realizzazione di una fotografia di natura.
Molto spesso, i posti più interessanti sono situati in lotti privati, o riserve naturali (teoricamente inaccessibili al grande pubblico). È dunque interessante per il fotografo potere avere una rete di conoscenze che gli permettono di liberarsi dai diritti d'accesso ai posti più propizi per la realizzazione delle sue fotografie!, cosa a volte resa difficile dagli antagonismi inerenti agli argomenti trattati (ad esempio, sulle "caccia": la volpe o il tasso non sono generalmente benvoluti!)
Inutile precisare che è (secondo me) indispensabile avere l'autorizzazione del proprietario prima di penetrare in un luogo privato)
In riassunto i fattori chiave di successo in materia di fotografia naturalistica sono a parer mio:
1. la tecnica (+/-del 20%): indispensabile per alcuni tipi di argomenti, ma globalmente secondario (si possono realizzare fotografie molto belle con materiale "di base" anche se l'utilizzo di materiale di gran lusso permette di migliorare sensibilmente il tasso di successo)
2. conoscenze del territorio (+/- 50%): la fotografia naturalistica senza approccio naturalista mi sembra impossibile. E non gradisco personalmente abbordare argomenti di cui ignoro tutto)
3. la possibilità (+/- 30%): luce e successo tecnico ad un momento dato non è una cosa data!
4. il fattore umano (trascurabile o indispensabile, secondo caso!) Concluderei dicendo che finalmente, il fattore "possibilità" si migliora quando i primi due punti sono acquisiti: "si causa la possibilità" controllando l'aspetto tecnico (fotografico e pratico) ed utilizzando la propria conoscenza sull'argomento e l'ambiente nel quale si vive (scelta del momento e del posto)!
Di: Cédric Girard fotonaturalista francese
Tradotto per il forum da Christian Patrick Ricci |
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Inviato: Sab Lug 07, 2007 6:18 pm |
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| christian64 |
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| Naturalmente invito la community a discutere e portare le proprie esperienze e difficoltà, nella ricerca dello scatto "perfetto" |
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Inviato: Dom Lug 08, 2007 9:31 pm |
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Ciao
Mi trovi abbastanza conconde con quanto detto
Per me cambiano un po le percentuali, ma queste si desumono dall'esperienza personale.
Il 60% è sicuramente dovuto alla conoscenza del posto o comunque alla frequentazione di persone che conoscono a menadito le zone
30% tecnica. Se non si conoscono le tecniche fotografiche specifiche per la ripresa degli animali difficilmente si torna a casa con dei risultati certi
il restante 10% è la sfiga/sfortuna. Se venite con me sicuramente avrete grosse difficoltà se cercate il colpo di fortuna!
Mediamente gli scatti migliori sono dovuti alle percentuali dette prima.
Conoscendo bene abitudini e il territorio è impossibile non realizzare buoni scatti.
Certo se poi cerchiamo un allocco che si porta via uno scoiattolo beh allora ci vuole un........ .che non vi dico.
(l'esempio non è casuale, io mi sono perso uno scatto cosi solo perchè l'autofocus è impazzito nel momento sbagliato!!!!)
Ciao |
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Inviato: Lun Lug 09, 2007 11:24 pm |
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| fabioliverani |
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wow che argomento complicato!
fotografia naturalistica? è fotogrfia naturalistica un paesaggio fatto con il 12 mm e la foto di un falco fatta con il 1000 mm. è fotografia naturalistica quella subacquea e quella al microscopio... se il soggetto è naturalistico! ovvio!
la fotgrafia di natura è talmente vasta e ha al suo interno talmente tante specializzazione che ognuna andrebbe trattata a se.
andrebbe anche fatta una separazione di ruoli per l'impiego che ha o che vuole avere tale fotografia. Una fotografia di un evento eclatante o di una specie rarissima pùò avere un notevole interesse documentario o scientifico anche se priva di interesse estetico...
Le tecniche per avvicinare animali selvatici sono varie, personalmente non mi sono mai mascherato da marines, che non significa che applicare la tecnica del mimetismo visivo non sia giusto, purchè ci si ricordi di quello olfattivo. discutibile come gli animali interpretano i colori.. (esempio il mimetismo fanerico e\o mulleriano - colori di avvertimento per farla breve-) un altro modo è farsi accettare e mantenere le distanze che i nostri soggetti tollerano. entrambe le tecnihe sono valide, se applicate nel modo giusto con la specie giusta. non esiste un metodo valido per tutti...
la tecnica in fotogrfia naturalistica la do per scontata, nessuno credo voglia fare lo scrittore senza conoscere la grammatica, va beh a a parte alcuni casi , certo è più semplice apprendere l'uso di un tele che quello di un parco luci per realizzare food, still life o interni...
la conoscenza delle scienze naturali? beh... anche questa dovrebbe essere scontata, come si fa a voler realizzare un immagine, un testo, a fare un discorso su un qualcosa che ignoriamo, sarebbe come se adesso io volessi parlare di fisica o chimica... non ne so nulla.
alla fine rimane il senso estetico, lo studio della comunicazione, l'educazione al linguaggio dell'immagine, il saper vedere.
il fotografo di natura deve essere un ottimo fotografo e un conoscitore dei soggetti che intende riprendere, deve inoltre a queste competenze tecniche e teoriche aggiungere esperienze sul campo, sapere camminare in montagna, immergersi sott'acqua, saper usare tecniche alpinistiche, leggere carte, non perdersi.. ecc ecc a seconda di cosa e dove vuole fotografare. così come un fotografo di moda deve essere un ottimo psicologo, riuscire ad attraversare la strada di una metropoli senza finire sotto un auto ed avere molto perlo sullo stomaco... oltre ad avere le sopracitate conoscenze tecniche ed "artistiche".
la fotogrfia perfetta? bohhhhhh mi pare una bella sega mentale, e la scultura perfetta? e il testo perfetto?
esistono fotografie belle e fotografie brutte, poi esistono brutte fotografie interessanti e belle fotografie che non interesano a nessuno...
forse può esistere la fotografia perfetta per quel determinato impiego, in quel determinato momento, riprodotta su quel determinato supporto!
ciao
f. |
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_________________ "...dato che tutti gli altri posti erano gia' occupati,
ci siamo seduti dalla parte del torto".
Bertolt Brecht |
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Inviato: Gio Set 06, 2007 3:17 am |
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| orsotibetano |
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| Registrato: 02/09/07 03:11 |
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Ciao Fabio, non ci conosciamo di persona, ma un comune amico, Cristiano Galanti, conoscendo il mio hobby per la fotografia tempo fa mi ha parlato spesso di te, ed ho cominciato a leggere ciò che scrivi sul forum, all'inizio per curiosità ora anche perchè nel mio piccolo concordo spesso con quello che scrivi. sono un appassionato di fotografia naturalistica, che non osa definirsi fotografo naturalista se non per mentalità perchè non ho sufficenti nozioni fotografiche e naturalistiche per definirsi tale.... concordo pienamente con quelo che scrivi sopra e allacciandomi all'ultima parte del post ti chiedo e chiedo anche agli altri, uno che pensa e scrive questo cos'è??? : ... " per me la fotografia naturalistica è la ricerca di tutto ciò che in natura è bello, spettacolare o affascinante...idealmente mi piacerebbe fotografare solo in natura ma per mancanza di tempo e per pigrizia scatto il 90% delle foto in oasi, almeno per ora; il restante 10% si divide tra 5% in cattività vera e propria (es. Mandarina) e natura (le foto dei gruccioni e quache altre).
Abbastanza raramente faccio un'escursione pensando: "voglio riprendere questa particolare specie", più spesso il mio obiettivo è "voglio tornare a casa con qualche foto spettacolare", che poi sia un germano o un airone mi interessa fino a un certo punto"...
Io nel forum in cui l'ho letto gli ho replicato che secondo me lui è un "fotografo commerciale ramo natura" ma che del fotografo naturalista secondo me non ha nulla, tu Fabio e tutti gli altri cosa ne pensate?? fra l'altro il soggetto in questione dice anche che non importa se la foto non è granchè, tanto poi c'è "photoscirop" (cit. F. Liverani ) per poterla elaborare!
un saluto, Stefano od Orso, come volete... |
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_________________ Sono un consumatore di rullini, amante della natura.... |
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Inviato: Gio Set 06, 2007 12:58 pm |
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| fabioliverani |
| Direttore artistico |
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ciao stefano,
non per esterofilia, ma, per esempio in lingua inglese si dice wildlife photographer, fotografo della vita selvaggia, in italiano si dice fotografo naturalista, che non è l stessa cosa. o meglio di certo abbraccia un campo molto più vasto...
non mi preoccuperei dell'etichetta o della classificazione .... o meglio è una fase, credo che ad un certo punto si cominci a fregarsene di etichettare le proprie immagini.
si pottrebbe aprire una parentesi enorme sul concetto di natura, una linea è quella che noi in quanto specie vi apparteniamo, le nostre strategie di sopravvivena (distruzione dell'ambiente) pososno essere non condivise, ma quelle sono...
oppure tirarsi fuori da questa appartenenza, in un certo senso è un po' presuntuoso, e oservare la natura da un punto di vista filosofico, scientifico, culturale come se noi non ne facessimo parte...
ti consiglio: "sogni artici" Lopez (baldini castoldi dalai)
per questo non capisco bene la distinzione che fai fra natura oasi ecc....
ovvio che foograficamente è diverso, o meglio in un parco faunistico puoi ottenere buone foto per esempio di lupi in natura no, a meno che non ti sposti oltre oceano...
una bellisma foto di lupo in un parco faunistico ha in sè contenuti estetici, narrativi, documentari ecc
quella di un lupo in "natura" può avere contenuti scientifici che l'altra immagine non ha...
una puo essre una bruttisima immagine eccezionale per uno scopo e l'altra pure per un altro scopo.
molte delle mie foto, forse fra quelle più pubblicate, sono fatte in ambienti controllati... i miei lavori sugli insetti palombari, sugli anfibi, molte di queste immagini le ho realizzate in piccole vaschette di mia concezione, riproduceno gli habitat, in quanto non è possibile fare macro subacquee agli stadi di sviluppo delle uova dei tritoni, oppure ad una larva di libellula che divora un girino...
credo non per questo non siano foto naturalistiche...
io non faccio solo fotografie naturalistiche, comunque in qualsiasi genere mi cimento cerco sempre non il singolo scatto eclatante, ma un racconto per immagini... per questo di solito lavoro sempre un minimo programmato. Non che il tuo aproccio sia sbagliato, è diverso.
per quanto riguarda fotoscirop, io non son un drago con il computer, a volte aiuta, ma credo che basarsi su quello non dia grandi risultati.
ciao
f.
P:S.
magari quando cristiano torna dalle ferie si fa un giro in montagna... |
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Inviato: Gio Set 06, 2007 5:19 pm |
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| exuvia |
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[quote="fabioliverani"]ciao stefano,
non per esterofilia, ma, per esempio in lingua inglese si dice wildlife photographer, fotografo della vita selvaggia, in italiano si dice fotografo naturalista, che non è l stessa cosa. o meglio di certo abbraccia un campo molto più vasto...
per quanto riguarda fotoscirop, io non son un drago con il computer, a volte [/quote]
Ciao Fabio,
consentimi solo una precisazione.
Per "wildlife" in inglese si intende la vita animale, quindi un Wildlife Photographer e' considerato strettamente un fotografo di animali, e in questo senso e' usata la definizione. Il fotografo naturalista e' piu' semplicemente "Nature Photographer", tanto e' vero che si parla di Nature Photography. |
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Inviato: Gio Set 06, 2007 6:08 pm |
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| fabioliverani |
| Direttore artistico |
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| Registrato: 27/06/07 14:07 |
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vito ciao,
hai ragione al 100 per 100
ho scritto un po' di fretta...
il concetto che volevo esprimere è che in italia o in italiano non esiste o non si usa il temine fotografo della vita selvaggia, o di animali selvatici...
ciao
f. |
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Inviato: Gio Set 06, 2007 6:28 pm |
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| fabioliverani |
| Direttore artistico |
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vito ciao,
hai ragione al 100 per 100
ho scritto un po' di fretta...
il concetto che volevo esprimere è che in italia o in italiano non esiste o non si usa il temine fotografo della vita selvaggia, o di animali selvatici...
ciao
f. |
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Inviato: Gio Set 06, 2007 9:11 pm |
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| exuvia |
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[quote="fabioliverani"] vito ciao,
hai ragione al 100 per 100
ho scritto un po' di fretta...
il concetto che volevo esprimere è che in italia o in italiano non esiste o non si usa il temine fotografo della vita selvaggia, o di animali selvatici...
[/quote]
Ahime' e' cosi', tanto la nostra cultura e' distante dall'idea di Natura primordiale... siamo (finti) umanisti e con la palla al piede del cattolicesimo, per cui la natura e' stata creata per il sollazzo dell'essere umano. Ma lasciamo perdere che e' meglio...
Lo sai che qui in Scandinavia c'e' una laurea in Outdoor Life?  |
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Inviato: Gio Set 06, 2007 9:44 pm |
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| fabioliverani |
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noooooooooooooooooo
non è stata creata...
è stata l'evoluzione!
non lo sapevo! una laurea in outdoor life... notevole!
ciao
f. |
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Inviato: Gio Set 06, 2007 9:52 pm |
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| exuvia |
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[quote="fabioliverani"]
non lo sapevo! una laurea in outdoor life... notevole!
f.[/quote]
gia'... e l'altro giorno ho incontrato una professoressa (in una foresta, stava sorvegliando una carbonaia realizzata con tecniche tradizionali per una festa locale) che insegna al ginnasio; la materia e': come sopravvivere nella foresta, vita outdoor ecc.
In Italia sarebbe certamente difficile... ci manca praticamente l'outdoor per fare lezione  |
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Inviato: Ven Set 07, 2007 1:09 am |
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| orsotibetano |
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[quote="fabioliverani"]ciao
f.
P:S.
magari quando cristiano torna dalle ferie si fa un giro in montagna...[/quote]
magari!!! è un anno e mezzo che sono fermo x infortuni vari... ma , facendo i debiti scongiuri sono quasi a posto! ancora qualche settimana di precauzione poi si tenta di ricominciare.
ciao |
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Inviato: Mer Set 19, 2007 2:01 am |
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| christian64 |
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Carissimi!!!
Ho seguito con interesse la discussione, e...
Partirei, anzi la prenderò più larga.
Vorrei raccontare un passo, della mia vita da bambino, in particolare alle elementari, forse a Vito l'ho già raccontato, cmq un bel giorno trovammo una vipera sul marciapiede della scuola, una scuola ubicata ,diciamo ai margini della foresta ,per dovere di cronaca questo succedeva a Ginevra esattamente 37 anni fà(mamma come sono vecchio!) non ci fù paura o sgomento, ma semplicemente la maestra la prese, la mise in una scatola di cartone, chiamò il forestale, che a sua volta la riportò un pò più lontano nella foresta e aprofittandone della situazione la maestra ci fece una lezione di storia naturale, tutto questo per sottolineare la mancanza di cultura "ambientale" o naturalistica che c'è qui in Italia, sono cmq per metà Italiano e orgoglioso di esserlo, fosse successo qui in Italia guai!, già mi posso immaginare i titoli sul quotidiano di provincia, vipera nelle scuole, bambini a rischio, ma i vigili che fanno?
Ci hanno inquinato di preconcetti (chiesa,stato,docenti,ecc.) hanno distorto la visione o meglio ci hanno relegati a semplici consumatori di schifezze che ciclicamente ci propongono nelle emittenti, dico solo che, alla fine dobbiamo riapropriarci naturalmente della natura e liberarci, per stare in armonia, questo anche con la fotografia, buttiamo a mare la classificazione
fotografo naturalista, caccia fotografica, freghiamocene e GODIAMOCI in santa pace quello che ci piace più fare!
Secondo me abbiamo il dovere ( per me è un piacere)di rompere queste barriere, di infrangere questa cultura, boh! non saprei nemmeno come definirla, consumista? Individualista? beh! avete capito!
In fotografia sarebbe corretto essere sinceri e non mi farei troppe menate se il soggetto è in ambiente controllato, basta dichiararlo, non c'è nulla di male!
Altra cosa è una vita dietro alle sbarre e qui avrei di che ridire!
Ma è sicuramente un altro argomento...
Forse non dovremmo ritrarre animali rinchiusi, non facciamo altro che alimentare gli zoo e simili, forse dovremmo gettare nuove basi etiche della fotografia "natura" chissà... |
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