 | MONGOLIA 2004 |  |
Inviato: Dom Ago 26, 2007 3:50 pm |
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| christian64 |
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Un reportages fatto nel 2004 in Mongolia
tutte le immagini sono analogiche fatte con Nikon f5, pellicole velvia e provia 100, non avevo ancora un sisitema digitale.
La spedizione fatta nel deserto del Gobi, avevamo 3 mezzi di supporto
La Flint valley questo è il più grande laboratorio dell'uomo paleolitico
strati di selce e ossidiana lavorate da l'uomo preistorico
Punta di freccia preistorica
Le vette infuocate di Bayanzag qui con un amico ho usato una tecnica, un po particolare, le vette sono di circa 500 metri di larghezza per un altezza di circa 50/70 metri, nel buio assoluto ho piazzato la macchina su cavalletto e fissato un esposizione di circa 3 minuti, poi con 4 torce molto potenti abbiamo incominciato a disegnare i profili delle vette.
Il deserto non perdona, è il luogo con le minori precipitazioni al mondo
Un Gerbillo nella sua tana
Il capo spedizione "il Professore Bruno Marcolongo" del C.N.R. di Padova 1° ricercatore Geologo presso l'istituto di Padova
Un lago salato
I bambini di Bogd
Il festival del Naadam, qui lo sport nazionale è il Wrestling mongolo
Monaci Buddisti
Lo Sciamano di Ulaan Baatar
qui in un rito per la fertilità della donna
un ragazzo nomade
Cavalli di przewalski allo hustai national park, grazie ad un progetto
congiunto degli zoo mondiali si è potuto reintrodurre questi cavalli estinti,
nel loro luogo di origine.
La mongolia è un paese stupendo, ricco di spunti e storie da fotografare e sopratutto ancora intonso.
ciao a tutti. |
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Inviato: Dom Ago 26, 2007 6:54 pm |
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| alpinfoto |
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| Bel reportage complimenti! |
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Inviato: Dom Ago 26, 2007 7:32 pm |
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| Pulse |
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Che dire se non complimenti, la Velvia e' sempre bella da vedere
Ciao Valerio |
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Inviato: Dom Ago 26, 2007 8:41 pm |
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| christian64 |
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Si, in realtà la pellicola ha il suo fascino rispetto al digitale, un pò come i cari vecchi lp in vinile, suonano in un altro modo rispetto ai cd, trovo la pellicola molto più interessante per il reportages rispetto al digitale, le atmosfere sono più romantiche e underground, ancora oggi il National propone report in pellicola e spesso i grandi usano il sistema combinato pellicola e digitale per lo stesso servizio.
Avverto un pò la "freddezza"del digitale non che mi disturbi però...
Sono le emozioni che ne risentono un pò, almeno secondo me, voi che ne pensate?
A parte costi e benefici del digitale, il mio vuol essere solo un ragionamento fotografico, per il risultato finale cioè "l'immagine".  |
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Inviato: Dom Ago 26, 2007 10:38 pm |
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| alpinfoto |
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Ehehe
Stai parlando con uno che in pratica tutto ciò che è emozionalmente interessante lo fa con la Velvia 50,100
Paesaggi al tramonto, temporali, villaggi colorati.
Il digitale per me è molto crudo, per dare all'immagine digitale la stessa parvenza di una velvia perdi tanto di quel tempo che alla fine fotografi in Velvia direttamente.
Però è comodo e ti permette di avere il dito facile sullo scatto, sperimentare, sperimentare e ancora sperimentare. (talvolta sperimento in digitale per poi applicare la stessa tecnica alla pellicola).
Non a caso la Fuji è tornata a produrre la mitica pellicola con la nuova emulsione Velvia II. Tutte le rischieste fatte da noi fotografi "romantici" alla Fuji sono servite.
Per mia esperienza quindi, per ora continuerò a lavorare in modo duale, non credo di far male a seguire i consigli di fotografi del national.
Il "bello" con la pellicola, il resto, la normalità, le foto "didascaliche" in digitale.
Era notizia di qualche mese fa, dove si diceva che negli Stati Uniti e di nuovo aumentata la richiesta di pellicola. Molti fotografi intervistati avevano più o meno fatto il discorso che noi abbiamo fatto ora.
Concludo dicendo... W i fotografi "romantici"
Ciao |
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Inviato: Lun Ago 27, 2007 1:17 am |
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| alessiodileo |
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Dalle tue foto sembrano dei posti stupendi!
[quote=]Avverto un pò la "freddezza"del digitale ...... Sono le emozioni che ne risentono un pò, almeno secondo me, voi che ne pensate?[/quote]
Non posso risponderti. Mi sono avvicinato alla fotografia grazie al digitale proprio perchè sono troppo impaziente per aspettare lo sviluppo delle foto .... |
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Inviato: Lun Ago 27, 2007 1:45 am |
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| alpinfoto |
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Già di è perso quel "chissa che è venuto fuori" ormai si ha la certezza subito di quello che abbiamo appena fotografato.
Secondo me questo ha peggiorato molti modi di fare fotografia.
Prima si faceva molta più attenzione all'esposizione, ora vedo molte persone che scattano senza minimamente guardare l'esposimetro cancellano e rifanno a caso, prima o poi la foto verrà.
Si è smesso di leggere la luce, tanto il sensore ci fa vedere subito se va bene o no.
Non vedo la cosa positivamente.
Ciao |
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Inviato: Lun Ago 27, 2007 2:10 am |
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| christian64 |
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Ai miei tempi quando ho iniziato( dovete leggerlo come i vecchietti senza denti), no il problema per chi o altri come me, che hanno iniziato con la pellicola era di dover aspettare il risultato e spesso se non ti annotavi gli scatti sopratutto dopo 10/15 rulli non ci capivi più niente, per cui la crescita "fotografica" era molto più lenta, forse più riflessiva perchè la pellicola costava, spesso rinunciavo a qualche pizza e birra per amore della fotografia.
Trovo che il digitale abbia rivoluzionato questo aspetto, a volte certi scatti di altri fotografi mi sconvolgono, per i risultati ottenuti, alla fine penso che il digitale apra a più gente il mondo della fotografia, almeno nella parte tecnica,se la persona ci riflette e ne fà tesoro in breve tempo ottiene scatti professionali, rovescio della medaglia, la tecnica non và di pari passo con la maturità, quella fotografica, se, come tutte le cose iper mega tecnologiche ti fai prendere sarai un virtuoso tecnico ma con una fotografia senz'anima.
Dobbiamo ricordarci che nella propria fotografia ci riflettiamo ed ognuno di noi ha il proprio stile l'importante è mettercisi dentro con la propria personalità |
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Inviato: Lun Ago 27, 2007 2:18 am |
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| christian64 |
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| Registrato: 20/06/07 16:06 |
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altro pensiero sull'argomento, si rischia e un pò lo avverto, di diventare tutti uguali, tutti fanno le stesse fotografie.
Tuttti vanno al delta del Po tutti vanno all'Oasi di S.Alessio, ci vuole un pò di originalità.
Questo vuol essere un invito a non cadere nella banalità e un motivo di ricerca personale, per "crescere" per tutti! e anche sopratutto per me!
ciao |
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Inviato: Lun Ago 27, 2007 2:30 am |
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| alpinfoto |
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| Registrato: 01/07/07 11:25 |
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In effetti c'è molta omologazione, come dici tu molte foto che vediamo sono + o - fatte negli stessi posti. Quindi sfondi simili, stesso soggetto.
I posti sono quelli e se uno comunque vuole togliersi lo sfizio di fotografare con facilità qualche animale alla fine finisce li.
C'è da dire che dove c'è facilità di scatto, il bravo fotografo dovrebbe sempre riuscire grazie all'esperienza e molta pazienza a portare a casa qualcosa di nuovo.
Io giravo molto su internet per vedere immagini, l'occhio va allenato, ma alla fine guardando molte foto si rischia proprio di realizzare le stesse cose degli altri. Ecco perchè ho smesso.
E' anche difficile accorgersi da soli se si sta "emulando" oppure effettivamente ci si sta mettendo di proprio.
Comunque la ricerca di posti e cose nuove viene in automatico appena ci si è fatti un po di esperienza.
Ciao |
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Inviato: Gio Ago 30, 2007 9:15 pm |
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| GiancaFoto |
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| Un bellissimo reportage, sono rimasto incantato da queste immagini, molto belle Cristian.. |
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Inviato: Gio Ago 30, 2007 9:49 pm |
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| christian64 |
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Grazie Gianca  |
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Inviato: Ven Set 14, 2007 10:50 pm |
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| angalia |
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Me lo ero perso Cristian, complimenti è un reportage veramente bello e coinvolgente, con immagini di grande livello; riguardo alla pellicola come non darti ragione, il motivo principale per cui uso principalmente il digitale è perchè nel tipo di foto che faccio, principalmente animali, dei quali l' 80% uccelli, il digitale ha veramente dato una mano in particolare per l'uso di alte sensibilità con risultati di qualità ed anche fattore di moltiplicazione del formato Dx indubbiamente aiuta, le mie macchine analogiche però le ho ancora tutte ed ogni tanto qualche scatto lo faccio.
Ciao, Andrea. |
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Inviato: Mer Set 19, 2007 1:01 am |
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| christian64 |
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| Registrato: 20/06/07 16:06 |
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E fai bene!
guardando all'america che spesso è anticipatrice di nuove tendenze, molti fotografi oggi usano ancora o meglio hanno riscoperto la cara pellicola!
Daltrocanto il digitale ha sicuramente i suoi vantaggi!
E si sono infrante tante barriere, irragiungibili con l'analogico, rimane cmq il fatto che: tutti, anche i più neofiti riconoscono un film girato in 35 millimetri rispetto alle nuove tecniche digitali, questo vale anche per la fotografia, penso che chi vuole cimentarsi con la fotografia debba fare esperienza anche con la pellicola, perchè ne vale ancora la pena!
Nei reportages oggi, uso un corpo analogico solo per il grandangolo ed il resto con il digitale, questa combinazione mi soddisfa pienamente.
E non è nostalgia (viva il progresso!) ma è un dato di fatto  |
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