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Michio Hoshino
MessaggioInviato: Sab Ago 25, 2007 6:21 am Rispondi citando
christian64
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Michio in foresta - da Michio Hoshino

“Se viaggiate lungo i fiumi dell'Alaska, incontrerete uno dei paesaggi simbolici di questa regione.


In questo paesaggio lentamente il fiume cambia il relativo corso mentre corrode la terra, pian piano, nel corso dei mesi e degli anni.
Gli alberi all'interno della foresta prendono la loro forma che si leva in piedi al bordo del fiume, e alla fine cadendoci sopra e inclinandosi finiscono nella corrente, e con i rami distorcono la superficie debordante del getto del fiume.
Alcuni alberi stanno in posizione come se potrebbero decollare a valle in qualsiasi momento. Amo questi paesaggi caotici, formati dalla forza violenta della natura che non può essere arrestata dalla mano dell'uomo. Queste scene mi trasmettono tranquillamente la verità che niente sta fermo in un posto, tutte le cose costantemente sono in movimento.

“Mi ricordo di un giorno, molto tempo fa, Della mia prima visita al litorale dell'oceano artico, quando ho provato a scattare un'immagine di un tordo, che si riposava sulla parte superiore di un ceppo estirpato.
Lo avevo trovato ingiusto che qui, in mezzo a la tundra artica deforestata, un albero andante alla deriva sarebbe finito capovolto all’insù sulla riva.
Era un albero impeccabile che era andato alla deriva giù dal fiume e dopo un lungo viaggio era arrivato al mare. Trasportato dalla corrente dell'oceano, e un giorno ha raggiunto queste rive nordiche lontane.
I rami caduti e la corteccia sbucciata, l'albero era impiantato nella sabbia capovolto in su verso il cielo. Si era trasformato in un palo e non solo aveva fornito un posto affinché il tordo riposi le ali, ma anche una stazione olfattiva dove la volpe artica marca il suo territorio.
Mentre si decompone lentamente, ha donato le sostanze nutrienti al terreno, che hanno dato forza ai i fiori nella fioritura corta dell’ estate. Cosa pensare di questo, la frontiera fra la vita e la morte si è mischiata e mi sono reso conto che tutte le cose sono imbarcate in un un viaggio senza fine.„

L'8 agosto 1996 Michio è stato aggredito nella sua tenda ed è stato ucciso da un orso bruno nel lago Kurilskoya, in Kamchatka del sud.

Michio era ed è uno dei più grandi fotografi naturalisti.

Tradotto per il forum da Christian Patrick Ricci

Vi consiglio inoltre di leggere questo libro l’orso azzurro di: Lynn Schooler
L'orso azzurro The Blue Bear

Coste scoscese, profonde insenature, fiordi, foreste e ghiacciai della selvaggia Alaska uniscono in una grande amicizia una guida e un celebre fotografo naturalista. Insieme proveranno a realizzare un sogno: incontrare il rarissimo klate-utardy-tseek, l'orso dei ghiacciai.


" Lynn, hai mai visto un orso dei ghiacciai? ". E' la domanda che Michio Hoshino, celebre fotografo naturalista, pone un giorno all'autore di The Blue Bear, lungo racconto dell'amicizia nata proprio da questa semplice espressione di curiosità. Trovare il misterioso ed inafferrabile plantigrado (sono un centinaio gli esemplari dal manto azzurro-argenteo distribuiti lungo gli ottocento chilometri di costa da Prince William Sound a nord-ovest fino a Ketchican, a sud), diviene il sogno di Lynn Schooler, guida ed accompagnatore nelle selvagge terre d'Alaska di gruppi di ricercatori, alpinisti, canoisti e di fotografi naturalisti come Michio Hoshino che nella primavera del 1990 si affida all'esperienza di Schooler per cogliere splendide immagini delle megattere a bordo della Wilderness Swift. La descrizione di una delle scene di caccia delle megattere cui assistono è uno dei momenti avvincenti del libro: una calma irreale precede lo scatenarsi di un'orgia predatoria dove dodici cetacei risorgono dalle acque in assordanti ed impressionanti cascate d'acqua, abbrancando famelici con le loro enormi fauci i gruppi di aringhe costrette a riunirsi in fitti branchi dalle stesse cacciatrici. Poi ancora il silenzio ad annunciare però l'imminente successivo ribollire, in un ciclo di caccia destinato a durare per ore prima di riuscire a colmare così smisurati appetiti.
Sarà questo solo il primo di numerosi viaggi a bordo della Swift che diverranno negli anni un appuntamento irrinunciabile facendo di Michio non più un semplice cliente ma un amico. L'amicizia tra i due maturerà forgiandosi durante le tempeste nelle acque di fronte alla Catena costiera dell'Alaska quando la fiducia l'uno nell'altro significa sopravvivenza, nelle faticose marce nel fango carichi all'inverosimile di attrezzature sotto piogge sferzanti tra le fitte boscaglie per raggiungere i luoghi dove avvistare gli orsi, nelle lunghe attese ai limiti di una foresta nella comune speranza di intravedere un bagliore d'azzurro.
I mesi scorrono sulle pagine interrotti da flashback della vita di Lynn, dai quali emerge il ricordo doloroso di una tragica esperienza che gli ha scavato l'animo (e che spiazza non poco il lettore dal tema del libro) ed esasperato una propensione all'isolamento e alla solitudine già presente nel giovane Schooler. L'amicizia tra i due va ad intrecciare due visioni della vita che si confrontano nella comune passione per gli ambienti naturali selvaggi, dove la natura continua il suo corso senza badare alle vicende umane: l'atteggiamento di Michio, sempre fiducioso e disponibile nei confronti degli altri; e quello di Lynn, cauto e diffidente viaggiatore nei rapporti umani costretto sempre ad "attraversare un fiume impetuoso su uno strato di ghiaccio sottile".
Lynn saprà imparare molto da Michio e gli insegnamenti fatti anche di cenni o di semplici frasi pronunciate in un difficoltoso inglese, lo disporranno a "guardare" oltre quello che ci si aspetta di vedere, solo allora potrà finalmente trovarsi faccia a faccia con l'introvabile orso dei ghiacciai e nella luce crepuscolare di una spiaggia volgere lo sguardo al manto azzurro di klate-utardy-tseek.

di Davide Squarcina

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