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 | La galassia fotografica |  |
Inviato: Sab Ago 25, 2007 5:22 am |
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| christian64 |
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Da sempre l’uomo ha vissuto il suo rapporto con le immagini ; dalle pareti delle caverne in poi in modo sacrale. Da millenni la riproduzione delle stesse ha sviluppato nella mente dell’individuo processi antropologici complessi. Se nel passato le società consumavano credenze codificate in icone ed immagini stereotipate, oggi esse consumano immagini spesso vuote di presenze antropologicamente ‘alte’. Inoltre, questa proliferazione delle immagini è avvertita come un pericolo, in quanto si tende a costruire - con esse - miti scientifici o metodologici inesistenti.
E’ indubbio, comunque, che questo interesse e questa diffusione massiccia delle immagini rappresenta il presupposto per la nascita di una rivoluzione simile a quella che seguì la diffusione della stampa. Ma nel XIX secolo, verso il 1822, appariva un nuovo tipo di immagini, un esplosivo fenomeno, un’icona antropologicamente rivoluzionario : la Fotografia. Dalla Galassia Gutemberg alla Galassia della Fotografia. Da questa nascente Galassia fu attratto Roland Barthes che ha dedicato all’immagine fotografica alcuni saggi di notevole interesse metodologico.
Lo studioso parigino comprese come nell’attuale civiltà la foto assurga a presenza totemica indissolubile ; occorreva, quindi, familiarizzarsi con essa.
Esiste un rapporto evidentemente difficile fra l’immagine e la scrittura. L’immagine, infatti, equivale al certificato di morte del soggetto nell’attimo stesso nel quale viene ripreso ; la scrittura è, invece, l’atto della resurrezione del soggetto. Nella fotografia, quindi, pare non esservi nessun equivalente della lettera o della parola : la fotografia è un messaggio senza codice, un messaggio continuo. Ecco allora che lo stile di una fotografia funziona come un messaggio secondo (connotazione) celato dietro il piano della denotazione (o messaggio apparente). Il messaggio denotato è l’equivalente della realtà, mentre quello connotato è l’equivalente della verità.
Un altro aspetto interessante è dato dalla ‘leggibilità’ di una fotografia. Esiste, per Barthes, un metalinguaggio interiore, una particolare lingua legata al senso (ravvisabile questo in alcuni segni fotografici) sedimentato da un sapere arcaico, feticistico non facilmente decifrabile che raffiora nel tentativo di grammaticalizzare il messaggio connotato. Quel metalinguaggio interiore è la ‘lingua’ della fotografia. Ma se l’immagine è in qualche modo limite dei sensi, luogo di resistenza degli stessi, occorre capire che è proprio lì che dobbiamo scovare il messaggio simbolico della sua ri-produzione.
Un passo tratto da un articolo di :
Francesco Ruchin |
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 | posto... |  |
Inviato: Lun Ago 27, 2007 9:18 pm |
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| fabioliverani |
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holà ciao...
argomento molto interessante, a mio gusto.... mi piacciono le pippe concettuali sulla fotografia, alla fine non servono a molto, ma un minimo fanno riflettere... allora posto anche io, non un testo di un grande fotografo, ma di uno un po' scarso, per la precisione un mio testo, che non è stato pubblicato in quanto "fuori target" dalla rivista di fotografia con cui collaboro, ovvio avevano ragione, il testo l'ho infatti cambiato con le soluite banalità sulla composizione, che evidentemente i foto amatori e non si stancano di leggere quà e là... ))
ciao tutti
f.
Divagazioni sul tema fotografia
Discorsi su uno degli argomenti più ambigui e controversi, la fotografia appunto!
Persi la clientela a Spoon River
perché cercavo di infondere la mia intelligenza alla macchina fotografica
per catturare l’anima del soggetto.
La migliore fotografia che abbia mai fatto
fu quella del giudice Somers, procuratore legale.
Si sedette impettito e mi fece aspettare
finché non ebbe raddrizzato l’occhio guercio.
Poi quando fu pronto disse “va bene.”
E io gridai “obbiezione respinta”, e l’occhio
gli si rivoltò in su
E lo colsi proprio con l’espressione che aveva quando diceva "mi oppongo".
Edgard Lee Masters, Antologia di Spoon River (1915)
Sul tema se sia arte o meno, di cosa sia e dove vada la fotografia si sono spese migliaia di parole, da parte di personaggi illustri e da parte di illustri sconosciuti, probabilmente queste non erano necessarie, ma l’argomento è troppo affascinante perché non nasca spontanea la voglia di affrontarlo. Arte è uno dei vocaboli più abusati della lingua italiana, ma il vocabolo arte esprime un concetto che è epocale, e non solo, ma anche geografico e culturale. Semplificando molto, geografico: per un indio amazzonico arte può essere la pittura rupestre, una danza propiziatoria, mentre dubito che lo siano un ritratto pittorico, scultoreo o fotografico. Culturale che va a braccetto con epocale, ad esempio: per alcuni movimenti culturali e/o sociali, come l’hip-hop è arte un graffito, i murales, che per la “cultura ufficiale” non lo sono, o non lo sono per adesso, o lo sono solo in alcuni casi.. Ma torniamo indietro, il più interessante è epocale. Nel periodo ellenistico le arti venivano divise in due categorie: arti comuni e arti liberali. Le prime necessitavano di uno sforzo fisico, le seconde di uno sforzo intellettuale, questa suddivisione oggi fa decisamente sorridere. E’ solo nel Rinascimento che avviene una distinzione fra artigiani, scienziati e artisti, e il concetto di arte assume un significato nuovo e completamente diverso. Nella prima metà del ‘700 nasce il termine estetica, è Baumgarten che lo impiega per la prima volta nella sua tesi di laurea: Metafisica, scienza della qualità delle cose conoscibili senza la fede, quasi contemporaneamente Batteux definisce nel suo libro Le belle arti ridotte ad un unico principio sette branchie che sono appunto l’arte, cioè: pittura, scultura, musica, danza, l’eloquenza e l’architettura. Dalla fine del XVIII secolo comincia la “crisi” del concetto di arte, nascono la fotografia, l’architettura industriale, l’oggettistica per la casa, si comincia così ad abbandonare il concetto di arte come contenitore chiuso e ad aprirlo a tutte le forme, credo possiamo sostenere possibili ed immaginabili. Nel 1917 Douchamp propone come opera d’arte un orinatoio rovesciato e nel 1961 Manzoni vende a peso d’oro, in senso letterario, la merda d’artista, novanta scatolette numerate, contenenti, appunto, i suoi escrementi. Oggi è arte “l’aspettativa dell’arte”, ricitando l’opera di Douchamp, se un orinatoio viene posto in una toilette è un orinatoio, se viene proposto in una galleria d’arte è arte! E’ interessante sottolineare una distinzione fra artista e artiere, cioè colui che detiene la conoscenza di un “arte”, intesa come mestiere, come conoscenza artigiana: quante volte, ad esempio, sentiamo dire “quel fornaio è straordinario, un vero artista…” e altre affermazioni simili? Il vocabolo giusto è artiere, non artista, senza nulla togliere o dare al fornaio o all’artista. E al fotografo? Molti grandi fotografi hanno mal digerito il termine artista, da Ferdinando Scianna a Henri Cartier-Bresson, mentre altri si sono compiaciuti di questo appellativo.
"Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare." (Nadar).
Il fatto che la fotografia sia arte o meno credo sia un fattore del tutto personale; il concetto di arte è talmente aperto, talmente vario e diverso, condizionato da critici e aspetti economici del fiorente mercato ad essa dedicato, che non sia così importante definirlo; forse, per dirla con De Andrè, alcuni fotografi sono artisti altri no, così come alcuni pittori, musicisti e via di seguito..
La fotografia è la fotografia, Ferdinando Scianna che ha firmato pagine bellissime su questo argomento la definisce molto più simile alla letteratura, la fotografia è un linguaggio, quindi più simile alla letteratura, certo è vero! Ma anche la pittura e la scultura, o altre forme espressive possono esserlo, Guernica di Picasso, alcune tele di Goya, non sono forse discorsi, linguaggi dell’arte pittorica, “grida” contro la guerra e le barbarie umane?
“E’ arte la fotografia? Quien sabe? Chi lo sa e chi se ne importa? Mi piace!” (Edward Weston)
Altre decine di pagine sono state sprecate sul fatto se la fotografia sia o meno la realtà, e questo a mio giudizio è delirio puro! La fotografia ha bisogno della realtà, è l’unica forma espressiva, di comunicazione, o se volete l’unica forma artistica che necessità della realtà. Nel senso pratico, tecnico, è la realtà che impressiona con la sua luce riflessa la pellicola o il sensore digitale, ma attenzione, la fotografia è un linguaggio, una forma espressiva, e come tutte le forme espressive può mentire, può mostrare un aspetto od un altro di un oggetto o di un evento, il medesimo fatto fotografato rispecchia il fatto stesso, ma anche il punto di vista del fotografo autore, l’immagine fotografica racconta non solo se stessa, ciò che ritrae, ma racconta molto anche di colui che la esegue, e può mentire. La fotografia, come tutto del resto, non è mai e né può essere la realtà, ma solo una delle tante interpretazioni possibili di quella realtà. “la realtà non esiste se non per come noi la percepiamo, intendiamo o rappresentiamo...” (Carla Cerati).
Si possono aprire mille parentesi su questo discorso, molto interessanti, cominciare ad etichettare la fotografia in infinite categorie, giornalistica, di finzione, di moda, documentaria ecc. ecc. ma tutte possono mentire, o dire la verità, la verità che comunque rimane punto di vista personale.
“Si può mentire con le fotografie. Si può persino dire la verità, per quanto ciò sia estremamente difficile. Il luogo comune vuole che la fotografia sia specchio del mondo io credo occorra rovesciarlo: il mondo è lo specchio del fotografo.” (Ferdinando Scianna).
Sono le scelte del fotografo autore, la composizione, la luce, cosa mettere e cosa omettere dall’inquadratura, la grammatica dell’immagine, l’impiego di codici culturali, che danno ad un immagine una connotazione od un'altra, se sia arte, se sia la realtà o cosa sia forse non è ancora chiaro, di sicuro questo giovane mezzo di comunicazione ha fatto passi incredibili negli ultimi anni, e forse non tutti nella direzione giusta, di sicuro è la forma di espressione più comune, usata e abusata, alla portata di tutti, basta fare click per essere artisti? Sicuramente non basta fare click per essere fotografi.
“Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore.” (Henri Cartier-Bresson). |
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_________________ "...dato che tutti gli altri posti erano gia' occupati,
ci siamo seduti dalla parte del torto".
Bertolt Brecht |
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Inviato: Lun Ago 27, 2007 11:53 pm |
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| christian64 |
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| Registrato: 20/06/07 16:06 |
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E' vero ciò che dici, cos'è "l'arte" difficile, forse è come chiedere se esistono altre forme di vita nella galassia.
Il prodotto dell'arte poi, qualunque esso sia diventa artistico quando diventa popolare, e quando diventa popolare gli si da un valore, morale, spirituale,sacro e sopratutto monetario.
L'arte rimane comunque dell'artista perchè altro non è (secondo me) che il pensiero e lo stato d'animo di chi ha dipinto, scolpito, scritto, suonato, fotografato.
Quando suonavo, mi svegliavo di colpo nella notte come in preda ad un delirio, quasi sublime, volteggiavo al di sopra delle note, nulla poteva entrare in quella cosa era un vero "trip" anche in fotografia mi capita a volte!
Ed è la sublimazione della propria follia ad essere arte, l'arte è una cosa personale è uno stato d'animo, se poi si vuole rendere partecipi anche gli altri della propria "arte" allora vogliamo comunicare noi "stessi" attraverso le forme d'arte che più ci appartengono.
Come dici, puoi comunicare qualunque cosa con la fotografia, il falso, il vero, il bello, il brutto. il bene, il male, dipende da ciò che ti passa per la testa e di come interpreti ciò che ti stà intorno, dal tuo retaggio culturale, dal tuo senso di appartenenza.
Essere oggetivi diventa difficile la scena che ti si prospetta, ha diverse angolazioni, punti di vista.
E tradotto, penso che la fotografia trascenda dalla mente per fissare un immagine, per fermarla nel tempo.
Poi per riuscire a comunicare la propria fotografia, credo che si debba avere la capacità di raccontare, di "usarla" per suscitare emozioni.
Rimane per alcuni un arte minore rispetto alle altre arti, non sò a me fa vibrare come quando suonavo.
ciao |
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 | ... |  |
Inviato: Mar Ago 28, 2007 2:42 pm |
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| fabioliverani |
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concordo, mi piace quanto hai scritto, il tuo punto di vista romantico e passionale.
io credo, credo perchè non ne sono sicuro, di pensarla con scianna; ovvero in fondo la otografia non è arte... mah, forse, e soprattutto chi se ne frega!
io non potrei non fare fotografie, perchè adoro fare fotografie, che cos'è non mi interessa, forse, in quanto se non mi interessase non starei qui a scriverne.
1
che differenza c'è fra una nostra fotografia e quella fatta con l'usa e getta dalla nonnina al nipotastro?
credo solo il fatto che noi conosciamo la grammatica dell'immagine, la compoizione e sappiamo usare il mezzo tenico.
noi sappiamo, per esempio, che se difronte ad un paesaggio componiamo in un tal modo impiegando la tal luce otteniamo il tal risultato. uguale per un ritratto, una macro ecc...
siamo artieri... boh?
un po' come un picasso è considerato genio, la perfetta riproduzione dello stesso no, in quanto riproduzione e quindi mancante di idea e progetto!
non so quanta idea e progetto ci sia nella macro di un fiore, o nella foto di natura in genere... panning, sfondo omogeneo color pastello con una perfetta profonità di fuoco ecc... non c'è novità!
vediamo e a volte produciamo molte belle immagini, ben composte, ben esposte, belle luci... impieghiamo codici culturali per dare significati...
più mi faccio di queste pippe mentali più tendo a pensare che la fotografia, se proprio la dobbiamo incasellare e paragonare a qulcosa di altro è più simile alla letteratura.
e se la lasciassimo da sola? senza paragoni e senza forzarla in un etichetta?
in fondo non conosco un altra forma espressiva che impiega cosi avanzati mezzi tecnologici per produrre una cosa semplice come un immagine...
i numeri nella fotografia li fa il mercato delle compatte per la produzione di foto ricordo, il mercato si occupa poco di professionisti, poco più di amatori e molto di consumo di massa...
infatti non ha mai promosso una cultura fotografica, una cultura dell'immagine, ma solo consumo, consumo, consumo..
questo cosa centra? centra in quanto la fotografia come forma espresiva è stata banalizzata, talmente banalizzata che salta dall'arte al consumo di massa, da un valore di mercato altissimo a nessun valore...
))
ciao
f. |
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Bertolt Brecht |
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 | Re: ... |  |
Inviato: Mar Ago 28, 2007 5:04 pm |
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| alpinfoto |
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[quote="fabioliverani"]
non so quanta idea e progetto ci sia nella macro di un fiore, o nella foto di natura in genere... panning, sfondo omogeneo color pastello con una perfetta profonità di fuoco ecc... non c'è novità!
vediamo e a volte produciamo molte belle immagini, ben composte, ben esposte, belle luci... impieghiamo codici culturali per dare significati...
e se la lasciassimo da sola? senza paragoni e senza forzarla in un etichetta?
in fondo non conosco un altra forma espressiva che impiega cosi avanzati mezzi tecnologici per produrre una cosa semplice come un immagine...
questo cosa centra? centra in quanto la fotografia come forma espresiva è stata banalizzata, talmente banalizzata che salta dall'arte al consumo di massa, da un valore di mercato altissimo a nessun valore...
[/quote]
E' vero, e me ne rendo conto, tendenzialmente realizziamo immagini cercando la perfezione tecnica ma non quella artistica.
Ci sono delle regole, ma molti artisti le evadono completamente e realizzano immagini, disegni che solo loro sanno fare. Il resto sono imitazioni.
La fotografia è scrivere con la luce, rispetto ad un quadro però la nostra fantasia è limitata dalla realtà, ovvero dobbiamo trovare in qualcosa di reale, odierno, normale qualcosa che lo faccia diventare trascendentale.
Secondo me nella macro e nel paesaggio si può fare ancora molto, ma siamo presi con il "commercio" al sistema economico che ci imbriglia e ci fa realizzare immagini che sappiamo possono vendere. Questa è la banalizzazione delle fotografia.
Devo dire che sopratutto gli amatori, che fanno della fotografia un hobby hanno il tempo di pensarla come un arte. Ho visto scatti in giro degni di esser chiamati quadri.
Fabio ha perfettamente colto in pieno il problema, liberiamo i pensieri e fotografiamo un po come farebbe un bambino con la voglia di conoscere.
Immergiamoci e facciamoci prendere da quello che ci circonda dimenticandoci composizione, tecnicismi.
Vogliamo provare o riprovare se l'avete già fatto?
Ciao |
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Inviato: Mer Ago 29, 2007 3:28 pm |
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| fabioliverani |
| Direttore artistico |
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holà...
il discorso sta diventando impegnativo e interessante...
allora che cos'è l'arte... ognuno può avere la sua idea e darne una definizione, ma nell'aspetto pratico da douchamp in poi l'arte è "l'aspettativa dell'arte", o meglio è arte ciò che ci aspettiamo lo sia, l'urinatoio rovesciato in una mostra è arte in un cesso no.
qualche anno fa un noto artista ha fatto una performance in una galleria di bologna (la mia testa sballlata non ricorda mezzo nome, ma non è importante). caratteristica del noto gallerista che ospitava la performance è l'essere in perenne ritardo. l'artista a posto un biglietto sull'ingresso con scritto torno subito.
ecco quella è stata la performance. il pubblico se ne è andato chi divertito, chi meno.
il pubblico si aspettava l'arte e ha concepito tale performance come arte. se il medesimo pubblico va dal lattaio e trova il biglietto torno subito non fa certo paragoni con douchamp, picasso... ecc
))
comprensibile cha molti l'arte moderna faccia un po' cagare...
comprensibile anche il contrario.
più facile aprezzare solo alcuini artisti.
secondo la "mia" idea ( mia fra virgolette perchè non è solo mia e non son stato certo il primo a fare questa affermazione) che la fotografia sta più alla letteratura che all'arte essa ha una grammatica precisa.
vero anhe che la fotografia è talmente vasta che la grammatica dell'immagine si puo ignorare completamnte e realizzare ottime cose.
si puo sfuocare talmente un paesaggio da renderlo astratto... ma dalla fotografia, soprattutto di quella che ci occupiamo noi l'aspetttiva è di vedere un paesaggio più bello del reale, riconosibile.
per fare questo dobbiamo applicare bene codici grammaticali e culturali.
))
in pratica scrivere bene.
mi viene in mente una foto:
machu pichiu, esistono migliaia di belle foto di questo sito, la più bella che ricordo è di frans lanting. cos'ha fatto a parte attendere una bella luce e saper comporre bene, bene, non ha fatto chissà quale cosa dal punto di vista compositivo, ha scritto bene, regola aurea, terzi, ecc la solita bella composizione, inquadratura eseguita dall'alto da dove l'eseguono tutti, anche i turisti con usa e getta.
ebbene frans ha aggiunto un lama, probabilmnte messo li da un peruviano per pochi dollari. ha fatto bene!
pe rrifarmi alle definizioni del post precedente, da vero artiere, non artista.
alla fine l'unica definizione che sposrei ompletamente sull otografia, è quella di naar, uno dei primi fotografi.: Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare." (Nadar).
)
ciao tutti
f. |
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Inviato: Mer Ago 29, 2007 4:32 pm |
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| alpinfoto |
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[quote="fabioliverani"]holà...
l'urinatoio rovesciato in una mostra è arte in un cesso no.
[/quote]
Già...
| Citazione: | ebbene frans ha aggiunto un lama, probabilmnte messo li da un peruviano per pochi dollari. ha fatto bene!
quella di naar, uno dei primi fotografi.: Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare." (Nadar).
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E' vero il fotografo vede cose che gli altri non vedono, particolari, effetti di luce, ampi spazi a colpo d'occhio...
Il bravo fotografo probabilmente vede cose che la media degli altri fotografi non ha visto.
C'è da dire però che mediamente si manca di fantasia, ci stiamo omologando.
Magari rimanendo nelle "regole" o infrangendole parzialmente come ha fatto Lanting (uno dei fotografi che apprezzo di più) con un po di sforzo e una buona dose di inventiva si possono ottenere foto "diverse"
Poi bisogna vedere cosa intendiamo per diverso.
Mi è capitato di fare qualche prova, lasciare la mente libera, ma il risultato visto da molti non era interessante, piacevano molto più immagini che io reputavo normali, forse perchè le realizzo più spesso.
Siamo entrando in un campo "artististico", tecnico che non riesco a comprendere perchè è "brutto" quello che io penso sia "bella" ed è una "opera d'arte" quello che avrei cestinato.
Certe immagini che ho pubblicato, non capisco ancora oggi come sia possibile che siano scelte come le migliori di un portfolio. Tante volte dico che ce ne sono a migliaia uguali...
cosa hanno visto di diverso che io non ho saputo controllare?
Bella domanda!
Che ne pensi? succede anche a voi.
Ciao |
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Inviato: Mer Ago 29, 2007 4:40 pm |
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| christian64 |
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Succede spesso, che non sono daccordo con la scelta dei photo editor, personalmente avrei scelto altro del mio materiale, è altrettanto vero che, divento assuefatto alle mie foto e spesso non riesco ad essere oggettivo, nella scelta dovrei dimenticarmi per qualche mese il materiale raccolto per riprenderlo in mano più in là, spesso non si può fare!
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Inviato: Mer Ago 29, 2007 4:53 pm |
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| fabioliverani |
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succede eccome...
e forse il quesito è cosa non hanno visto, più di che cosa hanno visto...
quest'anno ho fatto qualche giorno di vacanza a barcellona, le opere di gaudì, musei.. palazzi ecc. ho deciso di lasciare a casa la fotocamera, e di non fare nemmeno due foto ricordo.
esperimento interessante.
mi sono comportato esattamente come se avessi dovuto fotogrfare, cambiavo angolazioni, cercavo una sorta di inquadratura.
le fotografie si fanno anche senza fotocamera, è un modo di guardare.
è delimitare uno spazio, che per sua definizione è infinito, per dare un significato e una connotazione, per esprimersi attraverso il riflesso della realtà e far vedere, comunicare, dare un opinione, ecc
la fotografia è un modo di guardare, e sopratutto un modo di vedere.
un buon fotografo nota dettagli e aspetti che nessun altro nota.
questo w.e alle tre cime di lavaredo, confesso non ci ero mai stato, a parte lo schok di quando mi sono affacciato alla forcella longeres e ho visto la strada del rufugio auronzo (non mi aspettavo un simile sarilegio) ho goduto di paesaggi mozzafiato... (ho vistio a valle il casello e il pagamento, ma son salito a piedi facendo un ampio giro e un tratto di alta via) sopratutto il giorno dopo salendo il paterno. bell'esperimento fotogrfare il paesaggio più fotografto dell alpi... non ho ottenuto niente di che, un paio di belle pnoramiche dell tre cime più il paterno e il sole in controluce, facilmente ottenibile unendo tre scatti... gradevole ma suppongo già molto vista... e i soliti gradevoli scatti in ferrata, li particolarmente suggestivi grazie alle infinite guglie...
alla fine i paesaggi alpini, sublimi, esono male dal cartolineso e dal grammaticalmente corretto. come ri interpretarli? non vedo l'ora che qulcuno ci riesca per complimentarmi con lui. |
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_________________ "...dato che tutti gli altri posti erano gia' occupati,
ci siamo seduti dalla parte del torto".
Bertolt Brecht |
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Inviato: Mer Ago 29, 2007 5:28 pm |
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| alpinfoto |
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[quote="fabioliverani"]alla fine i paesaggi alpini, sublimi, esono male dal cartolineso e dal grammaticalmente corretto. come ri interpretarli? non vedo l'ora che qulcuno ci riesca per complimentarmi con lui.[/quote]
Scusa ma perche invece di complimentarsi con qualcono non provarci!
E' vero un paesaggio è un paesaggio, ma esistono anche delle barriere da superare se no dopo un po di tempo si perderebbe il gusto di fotografare.
Non è facile è vero forse per questo che ancora non ti sei complimentato con nessuno.
Devo ammettere che ogni tanto mi annoio, ma non trovo sfogo in nulla che intendo diverso, penso succeda un po a tutti.
Ci vorrà tempo prima o poi ci inventeremo qualcosa, si tratta solo di varcare una soglia che ancora non sappiamo dove si trova.
Magari ci arriverà qualcun'altro prima, ma da quando esiste la fotografia come anche il cinema, c'è sempre qualcosa di nuovo, qualcosa da superare. La mente umana non ha confini è un'attimo e parte l'idea che poi si realizza in uno scatto, certo servono le condizioni. Forse sono quelle che mancano, lavoro, fretta, consegne......
Ciao |
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Inviato: Mer Ago 29, 2007 5:40 pm |
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| fabioliverani |
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holà..
ci provo ogni volta...
ho meso piedi mossi in primo piano sdraiandomi a terra...
ho con un oblò semisferico messo la fotocamera metà sott'acqua e metà sopra, cercato di inserire un soggetto subaqueo sott'acqua e uno aereo in superficie (rospi in accopiamento sott'acqua, bagnatnte che prende il sole fuori... foto che hanno avuto buo successo... ma ho applicato tecniche o mischiato tecniche, i codici e le composizioni erano gli stessi...
www.naturepl.com digita 01049639 in search e clicca sopra che si ingrandisce un pelo
lo so, sto facndo un discorso da matti, sto forse pensando se esiste un altra lingua, per fare un paragone letterario, e forse è sbagliato, anche l'esperanto è stato un fallimento. Forse non bisogna cercare un linguaggio nuovo ma un disorso nuovo, o meglio un soggetto, ma non esistono geografie nuove, a meno di andar sotto terra... ih ih ih l'ho fatto, son infatti un pessimo speleologo, o forse ero, visto che è da un po' che non vado...
medesima grammatica, paessagi nuovi.. nuovi? va beh, più o meno..
ciao tutti
f. |
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Inviato: Ven Set 07, 2007 9:26 pm |
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| franco1940 |
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Salve a tutti, ho letto con interesse i vostri articoli e se mi permettete vorrei
anch'io dire la mia. LA vera fotografia, cioè artistica nel vero senso della
parola in ITALIA, sono pochi che sono in grado di capirla, il perchè è semplice,quì non abbiamo la cultura fotografica come in Francia in Germania
in America e altri stati, quì c'è la cultura della pittura e belle arti.Noi abbiamo
tanti pseudo fotografi che fotografano alla domenica e in gita i propri cari.
Per carità, ci vogliono anche loro per incrementare le vendite.
Poi la la fotografia è una cosa soggettiva, a mè piace a tè nò specialmente
se ne capisci poco, ossia se non sai cosa c'è dietro quello scatto, l'emozione che provi nel vedere nel mirino quel dato oggetto o il paesaggio , l'animale o
quella luce particolare.
Vi faccio un esempio, mi trovavo a Murano(VE) ho fotografato una maschera
in vetrina in bianco e nero con pellicola, la stampa mi è venuta un capolavoro
faccio tre concorsi in Italia...neanche presa in considerazione.Concorro a
Santiago de Compustela..1 premio, in Giappone 3 premio, Malta 2 premio,
Metz(Francia) 1 premio.
Questo per dirvi la cultura fotografica.Tutto questo, beninteso è una mia
idea, dopo aver valutato tante cose ho tratto le mie conclusioni personali,
può anche essere che sbagli.
Desiderei sapere da Voi un vostro pensiero sù tutto questo. CIAO CIAO
aspetto. Franco. |
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_________________ franco 1940 |
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Inviato: Ven Set 07, 2007 10:48 pm |
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| fabioliverani |
| Direttore artistico |
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| Registrato: 27/06/07 14:07 |
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mah...
in italia c'è un cultura fotografica inferiore ad altri paesi, la cultura, un insieme di dati che se non maneggiati con sensibilità ed intelligenza servono a poco, è un qualcosa che appartiene al singolo individuo...
la fotografia non è una corsa quindi farci a gara non ha concettualmente molto senso, ho partecipato a diversi concorsi, in passato, ma non li condivido... già detesto lo sport, quindi non amo i concorsi, anche se ogni tanto, confesso, mi faccio infonocchiare da queste manifestazioni...
la tua teoria è ribaltabile con: in altri paesi hanno non più cultura fotografica, ma ce l'hanno diversa, quindi la medesima foto li piace qui no, se fosse un lancio del giavellotto, si misurerebbe e il vincitore sarebbe sempre lo stesso.
ho già detto che secondo il mio parere la fotografia non è arte... o almeno lo è come lo è la letteratura, non come lo è la pittura o la scultura...
per quanto riguada la VERA FOTOGRAFIA.... beh la foto ricordo fatta con l'usa getta dalla mia bis nonna al mio pronipote è vera fotografia, cosi come quella fatta da salgado, korda ecc...
una fa schifo e le altre no
se il mi prozio imbratta con le tempere una tela, farà schifo, ma è pittura!
se un critico ubriaco poi dice che il mio prozio è un genio, ecco che è diventato un artista...
su andiamo, il vero e il falso non esistono, sono cncetti da parrochia...
ciao ciao
f. |
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_________________ "...dato che tutti gli altri posti erano gia' occupati,
ci siamo seduti dalla parte del torto".
Bertolt Brecht |
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Inviato: Sab Set 08, 2007 1:45 am |
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| alpinfoto |
| responsabile tecnica fotografica |
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il famoso WC in una piazza....
se sotto c'è scritto un certo nome questo diventa arte se no è un wc dimenticato da qualcuno.
concordo con fabio.
Sul fatto dei concorsi, non partecipo nemmeno io, qualche anno fa mi sono fatto prendere da questa possibilità ma ho notato molto clientelismo qui in Italia. Senza pensare alle mie immagini ho notato che molte fotografie tecnicamente ineccepibili che ritraevano animali magari rari o in pose particolari rimanevano relegate nella galleria di tutti i partecipanti.
Fotografie che erano facili da realizzare tecnicamente e che chiunque facendo un po di bird gardening o andando in uno zoo poteva con un po di tempo realizzare vincevano i concorsi.
Sinceramente non sono nella testa delle giurie, anche se mi sono trovato a fare il giurato, ma non c'è una selezione "Vera" nei concorsi.
Qualche risultato l'ho ottenuto pure io all'estero in Spagna per esempio ma concordo con Fabio è inutile rincorrersi.
Preferisco più vivere in una comunità di fotografi molto differenti fra loro e con molta umilta (come facciamo in questo forum) si scambiano idee e sinceramente si dicono cosa è "brutto" o "bello" di un'immagine.
Forse è in questi casi che si ha un vero giudizio del proprio lavoro.
Ciao |
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Inviato: Mar Set 18, 2007 8:53 pm |
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| franco1940 |
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Salve a tutti, sono stato via per salute una decina di giorni, ora sono rientrato e ho letto subito le risposte alla mia mail del 7 sett.
Prima di tutto vi dico che anch'io non faccio più concorsi da diverso tempo,
perchè mi hanno nauseato e lasciano il tempo che trovano. In quanto alle foto d'arte se avete letto bene io l'ho detto che è una cosa soggettiva, ame piace e la considero un capolavoro , a te non pice e la consideri una
schifezza. Avete ragione quando dite che una foto è un capolavoro se presentata da un cosidetto CRITICO, e se lo dico io invece nò.
Ho fatto diverse mostre e di queste cose mi sono fatto le ossa come credo anche VOI. Sono d'accordo con voi che è bello confrontarsi nel forum, almeno ci diciamo pane al pane e vino al vino e poi amici come prima, anzi più di prima.
Aspetto una vostra. Ciao ciao franco.
IL MIO MONDO MAGICO E' QUELLO CHE VEDO NEL MIRINO: franco:  |
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_________________ franco 1940 |
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